Abel Herrero

(La Habana, Cuba, 1971) Nel 1994 si trasferisce in Italia. La sua produzione artistica spazia tra pittura, scultura, installazioni e fotografia. Negli ultimi anni ha dedicato speciale attenzione al concetto di Osservatorio e al rapporto uomo-contesto naturale. Da questa ricerca sono emersi i lavori sul paesaggio e più recentemente le “Saturazioni” e le “Cromostasi”. Ha partecipato fra l’altro a “Pagine di un bestiario fantastico”, Modena 2010; “Corpo Automi Robot”, Lugano 2010; 54a Biennale di Venezia, Padiglione Emilia Romagna 2011; “Pelle”, Triennale di Milano 2012; Biennale di Scultura di Carrara 2007 e 2013; XII Bienal de La Habana 2015. Fra le sue personali “Osservatorio” (omaggio a Galileo Galilei), La Habana 2009; “Removed”, nel centenario della rivoluzione russa, La Habana 2017; “M’è Verde il naufragare in questo mare” (omaggio a Giacomo Leopardi), Todi 2017; “Cromostasi”, Terni 2018; “Éter” (omaggio a Pier Paolo Pasolini), Matera 2019.

Né topo né uccello

...si diceva che la nostalgia dell’emigrato, questo mal di patria senza più cittadinanza, senza più casa né identità, senza possibilità di ritorno, fosse la sindrome del pipistrello, sospeso in una situazione non

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