Pirandello, il caos tra le righe

All’Università degli Studi Roma Tre, il 1° ottobre alle 10,00, apre la mostra Il caos tra le righe. I disegni inediti e i libri di Luigi Pirandello, a cura di Giuseppe Crimi, Manuela Riosa e Monica Venturini, con la consulenza di Giovanna Capitelli: la mostra, aperta fino al 20 ottobre (lun.-ven., ore 10-19), è ospitata nel Foyer dell’Aula Magna dell’edificio di via Ostiense, 234. All’inaugurazione interverranno in apertura Massimiliano Fiorucci (Rettore di Roma Tre), Annamaria Andreoli (Presidente dell’Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo), Stefano Campagnolo (Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma) e Amedeo Ciaccheri (Presidente del Municipio VIII).

Pirandello insegnò dal 1898 al 1922 all’Istituto Superiore Femminile di Magistero, poi diventato l’Università degli Studi Roma Tre. Un recente ritrovamento presso gli archivi Ateneo ha permesso di recuperare suoi disegni inediti schizzati sui verbali d’esame («Prospetto de’ voti», secondo la terminologia di allora). Questi “pupazzetti” raccontano una faccia conosciuta di Pirandello: scarabocchi, abbozzi, sì, ma allo stesso tempo testimonianze preziose che consentono di accrescere la comprensione del suo universo creativo. L’esposizione darà la possibilità al pubblico di ammirare i disegni ritrovati, insieme a esemplari delle prime edizioni delle opere di Pirandello e altro rilevante materiale d’archivio. A conclusione della mostra, il 20 ottobre si terrà una Giornata di studio dal titolo Pirandello a Roma 1898-1922

La storia di questa singolare scoperta ha inizio lo scorso dicembre all’Università degli Studi Roma Tre, nei locali dell’Archivio Segreteria Studenti, dove con Manuela Riosa, Responsabile della Biblioteca di Area Umanistica “G. Petrocchi”, siamo alla ricerca di documenti che attestino l’attività didattica di Pirandello, da esporre in una mostra dedicata all’autore: atti pubblici, registri, verbali che raccontino qualcosa in più del Pirandello docente al Magistero. Insomma materiale in apparenza lontano dall’ambito propriamente letterario, che però potrebbe aiutare a definire meglio il ruolo del professor Pirandello oltre a ciò che è già noto, in parte pubblicato in volumi ormai di parecchi anni fa, come ad esempio nel Professore Luigi Pirandello di Salvatore Comes (1968). Gran parte di quanto è emerso negli studi più recenti peraltro si deve all’ampia ricognizione tra le carte d’archivio avviata nell’ambito della nuova Edizione Nazionale dell’opera pirandelliana, in corso di pubblicazione con Mondadori.

Nell’Archivio della Segreteria di Roma Tre i registri ritrovati conservano tenacemente i verbali degli esami sostenuti dalle studentesse, molte delle quali poi diventate maestre, alcune scrittrici: tra queste, per esempio, Paola Boni Fellini, che del professore ha lasciato testimonianze profonde e toccanti.

Nei registri più datati Pirandello è in commissione d’esame e la sua firma, facilmente riconoscibile, è lì, in basso a destra, insieme a quelli di Luigi Capuana, Maria Montessori, Evangelina Pagano, Manfredi Porena, Nicolò D’Alfonso, Giuseppe Aurelio Costanzo. Altrove si affacciano perfino quelle di Vittorio Rossi e Angelo De Gubernatis. Le firme, nel corso degli anni, si avvicendano. Continuiamo a sfogliare: sfilano davanti agli occhi liste di nomi di commissari e di studentesse, anni accademici diversi, qualche traccia di temi da svolgere, segni di matita rossa che si alternano a quelli con matita blu. Poi, ecco qualcosa di inaspettato: disegni a inchiostro di china nero invadono le pagine, interrompendo la severa regolarità dei documenti, contro le righe parallele, che appaiono come gabbie divelte. Ritratti, dettagli, maschere, scheletri, caricature. I temi sono spesso pirandelliani, anche se in qualche raro caso lo stile tra le varie figure appare differente. I verbali nei quali compaiono i disegni, però, riportano in calce sempre la firma ben leggibile di Pirandello. Lo scrittore disegnava e dipingeva, come attesta una nutrita bibliografia relativa a questa passione, condivisa in famiglia con le sorelle, che lo accompagna dagli anni giovanili alla maturità. Scriveva, per esempio, Pirandello in una lettera in versi alla sorella Lina il 25 febbraio 1886: «Io mi figuro incerti nella mente / scene, quadri, quadretti e schizzi a josa, / tratti dal tuo pennello, amabilmente». 

A guardare con maggiore attenzione, i verbali disegnati recano talvolta, tra i membri della commissione, la firma di Manfredi Porena, filologo e docente di Lingua e Letteratura italiana al Magistero, di cui diviene poi Preside. Con trascorsi da pittore, interesse in comune, tra l’altro, con il fratello, Amerigo, alla scuola di Domenico Morelli. Dopo un facile riscontro, ci assicuriamo che i disegni, nei registri, compaiano anche quando Porena non aveva ancora preso servizio al Magistero, prima del 1909.

È proprio Porena, collega e amico dello scrittore, nell’articolo Luigi Pirandello scolaro e maestro nell’Università di Roma, uscito su «Vita universitaria» il 20 dicembre 1936, a ridosso della scomparsa dello scrittore, a confermarci la natura di questi disegni: «E, a proposito di ristoro, voglio ricordare uno svago prediletto di Pirandello quando, nelle lunghe sedute di esami orali, era commissario ma non gli toccava di interrogar lui direttamente; ed era di disegnare pupazzetti d’ogni specie sui verbali stessi degli esami, pur senza distrarre l’attenzione dal colloquio del candidato col collega esaminante. Non possedeva la tecnica del disegnatore, e il tratto e il tocco erano assolutamente da profano; ma in quei pupazzetti c’era spesso un’anima e un significato. Tali verbali abbondantemente illustrati, debbono giacere in gran numero negli archivi della segreteria; e potranno, chissà, offrire un giorno materia d’un saggio su Pirandello pupazzettista a un futuro critico, o per una tesi a un futuro laureando. Ai quali peraltro avverto fin d’ora, che qualche volta, eccitati e messi di buon umore dal suo esempio, usciva qualche pupazzetto anche dalla penna mia e, più ancora e con ben altra perizia d’arte, del nostro carissimo collega Fleres: che il futuro scrittore non corra il rischio di trovare le impronte della personalità inconfondibile di Luigi Pirandello in disegni non suoi!» (corsivo nel testo).

Nel giro di poche righe l’articolo di Porena ritrae uno spaccato del Pirandello professore, svelando le abitudini comuni negli anni trascorsi insieme al Magistero in compagnia di figure essenziali e carismatiche – il messinese Ugo Fleres innanzitutto, giornalista e docente di Storia dell’arte, animatore di un cenacolo artistico-letterario che svolgerà un ruolo importante tra fine Ottocento e inizio Novecento – per il suo percorso letterario e artistico. Un Pirandello, dunque, che colloca inaspettatamente una propensione e una pratica da un contesto privato a uno spazio ufficiale, istituzionale, accademico: non soltanto svago, ma anche un tentativo di fuga dalla “palude burocratica” e, al medesimo tempo, un’insofferenza, che il “figlio del Caos”, come egli stesso si era definito, tratteneva a stento sotto gli abiti borghesi.

Considerazioni che potranno spingersi oltre grazie alla mostra che si terrà a Roma Tre, dal 1° al 20 ottobre 2025. Un prezioso tassello che intende restituire un volto inedito e irriverente di Luigi Pirandello.

Il caos tra le righe. I disegni inediti e i libri di Luigi Pirandello
a cura di Giuseppe Crimi, Manuela Riosa e Monica Venturini, con la consulenza di Giovanna Capitelli
Roma, Università Roma Tre, Via Ostiense 234
Dal 2 al 20 ottobre 2025 (lun.-ven. 10-19)

Una versione più breve di questo articolo è uscita su «la Repubblica». Per approfondire si veda il catalogo Il caos tra le righe. I disegni inediti e i libri di Luigi Pirandello, a cura di Giuseppe Crimi e Monica Venturini, presentazione di Annamaria Andreoli, Roma, L’Erma di Bretschneider, 2025, presto anche in Open Access.

Giuseppe Crimi

Giuseppe Crimi

insegna Letteratura italiana all’Università degli Studi «Roma Tre». I suoi interessi principali riguardano Dante, la cultura Umanistica, il Cinquecento irregolare, il teatro e la poesia macaronica. È condirettore de «L’Ellisse. Studi storici di letteratura italiana». Ha curato vari volumi, fra i quali “Figure ai margini: nella storia, nell’arte, nella letteratura (Roma e dintorni, XV-XVI sec.)”, con A. Esposito (Roma nel Rinascimento 2021); “La barba nel Cinquecento. Storia, arte, letteratura” (Vecchiarelli 2023); “Il papato breve di Adriano VI: storia, religione, arte, cultura”, con A. Esposito e H. Hendrix (Roma nel Rinascimento, 2024).

Monica Venturini

Monica Venturini

insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi «Roma Tre». La sua attività scientifica si è orientata in area otto-novecentesca, dagli studi sulla poesia a quelli sulle scrittrici e sulla narrativa pirandelliana fino al rapporto letteratura-giornalismo e letteratura-media nella contemporaneità. Tra le sue pubblicazioni: “L’unità discontinua. Poesia e identità nazionale nel Novecento” (Morlacchi 2016) e, con Costanza Melani, “Ecce Video. Tv e letteratura dagli anni Ottanta a oggi” (Franco Cesati 2018). Per l’Edizione Nazionale dell’opera omnia pirandelliana ha curato nel primo volume delle “Novelle per un anno” la raccolta “Scialle nero” (Mondadori 2023). È in uscita un volume sull’Ungaretti intellettuale negli anni Cinquanta e Sessanta.

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