Cose che un filmmaker dovrebbe sapere

31/05/2024

Questo breve testo, questa specie di memorandum scritto da Pedro Costa per la rubrica Things a Filmmaker should know, contenuta nel quarto numero di Notebook Magazine, rivista cartacea edita da Mubi, funge da prontuario; meglio, nella sua stringatezza, dispiega una serie di osservazioni che non avrebbero sfigurato – per concisione e risolutezza – nelle Note sul cinematografo di Robert Bresson. O nei Fogli d’Ipnos di René Char. 

Da molto tempo, Pedro Costa ha smesso di realizzare film affidandosi alle tipiche strutture della produzione cinematografica. Più che baloccarsi sulle scelte artistiche, ha compreso l’importanza del controllo del budget: la produzione. Sapere dove va a finire ogni centesimo investito nel film, è una delle grandi lezioni che ha ereditato da Danièle Huillet e Jean-Marie Straub. Sono questioni, queste, che già Jean Renoir aveva compreso; incombenze che la nouvelle vague ha fatto proprie.

Dopo Ossos (1997), suo terzo film girato in parte nel quartiere capoverdiano di Fontainhas (Lisbona), Costa ha comprato una piccola telecamera digitale Panasonic e ha iniziato a darsi i propri tempi di lavoro, che vanno bel al di là delle tipiche quattro-cinque settimane di set. Ha deciso di voler continuare a filmare la popolazione capoverdiana, facendo in modo che quelle stesse persone fossero messe nelle condizioni di poter raccontare la loro storia: Vanda, Zita, Ventura, Lento, Pango, Vitalina. Per farlo, bisognava muoversi in maniera quasi impercettibile. Bisognava essere duttili, leggeri: creare uno spazio di intimità. Una prossimità. Una forma di contatto. Il film successivo lo ha realizzato infatti da solo, nel quartiere che stava per essere demolito, aiutato a volte da un fonico. No quarto da Vanda viene presentato in concorso a Locarno nel 2000. Due sorelle in una stanza. La droga. Il quartiere. La sua distruzione. Ci mette almeno due anni. Si reca quasi quotidianamente sul set: che si allarga dalla stanza dove vivono le due sorelle fino all’intero quartiere. Fare cinema è un lavoro come un altro. Ci vuole tempo, dedizione, attenzione. Da allora, altri film sono stati realizzati: Où gît vote sourire enfoui? (2001), Juventude em marcha (2006), Ne change rien (2009), Cavalo Dinheiro (2014), fino a Vitalina Varela, con il quale ha vinto il Pardo d’oro nel 2019, a Locarno. Pedro Costa sta ora lavorando a un progetto ambizioso, una sorta di musical intitolato As filhas do fogo

Queste note, queste minute tradotte in italiano, concentrano in poche righe anni d’esperienza a contatto con la macchina cinema. Nella loro laconicità, dettano consigli, simili a quelli che potremmo trovare in un manuale sulle buone maniere. Ma ridotto all’osso. Sono un monito. Qualcosa di simile a un precetto. L’ambiguità tra la seconda persona singolare e plurale fa pensare che lo stesso Pedro Costa si imponga di tenere ben a mente queste righe. Contengono indicazioni utili a qualsiasi cineasta che voglia evitare il circo Barnum dei “pitch”, degli incontri sui progetti ospitati dai festival del cinema; quegli stessi festival che lavorano a stretto contatto con le produzioni, coi finanziatori, gli addetti al settore Industry, il cui risultato finale è la perpetuazione ad infinitum del classico “film da festival”. 

Queste poche righe indicano una strada diversa.

Rinaldo Censi

Pedro Costa, Juventude em marcha, 2006

see, see, see; hear, hear, hear

vedi, vedi, vedi; ascolta, ascolta, ascolta

*
work, work, work

lavora, lavora, lavora

*
distrust your first idea, fear helps

diffida della tua prima idea, la paura aiuta

*
don’t think about artistic problems; think about production problems

non pensare ai problemi artistici; pensa ai problemi di produzione

*
time is not money; move as fast as you can; move as slow as you can

il tempo non è denaro; muoviti più veloce che puoi; muoviti più lentamente che puoi

*
exhaust yourself, kill yourself thinking 

sfinisciti, ucciditi pensando

*
rehearse on film

prova filmando

*
fight inflated budgets, fuck smart asses with financial packages: know the provenance of every cent of your budget

combatti i budget gonfiati, fotti i furbastri coi pacchetti finanziari: riconosci la provenienza di ogni centesimo del tuo budget

*
concentrate, condense, limit

concentra, condensa, limita

*
don’t pitch; keep it secret 

non presentare nulla, mantieni segreto

*
don’t use the current, vile movie vocabulary

non usare l’attuale, ignobile vocabolario cinematografico
 
*
never give way to sales agents; deal the film yourself

non affidarti mai agli agenti di vendita; negozia il film da solo

*
reduce the wage gap to the least possible

riduci al minimo il divario salariale

*
go for a small and vulnerable crew

scegli una troupe ridotta e vulnerabile

*
study spaces; they’re pieces of time

studia gli spazi; sono pezzi di tempo

*
give people a chance

dai una possibilità alle persone

*
care for reality; reality will care for you

abbi cura della realtà; la realtà si prenderà cura di te

*
own your means of production; protect your tripod

controlla i tuoi mezzi di produzione; proteggi il tuo treppiede

*
take trains and buses to work; time is not money

prendi treni e autobus per andare al lavoro; il tempo non è denaro

*
don’t request shooting permits
 
non chiedere permessi per girare

*
scorn film studies; scorn soppy film lovers

disprezza gli studi sul cinema; disprezza i cinefili affettati

*
don’t touch bad films with your eyes; don’t watch too many films

non toccare con gli occhi i film scadenti; non guardare troppi film

*
no one has ever known what cinema is

nessuno ha mai saputo cos’è il cinema

*
grow old shooting

invecchia filmando

*
think again

pensa daccapo

[traduzione di Rinaldo Censi]

Pedro Costa, Vitalina Varela, 2019

Ringraziamo calorosamente Pedro Costa per la concessione del testo.

Pedro Costa

(Lisbona, 1958) ha seguito le lezioni del poeta e regista António Reis alla Scuola di cinema di Lisbona, poco dopo la Rivoluzione dei Garofani. Il suo primo film, O Sangue, è stato presentato alla Mostra Cinematografica di Venezia (1989). “Casa de Lava”, il suo secondo, girato a Capo Verde, è stato presentato al Festival di Cannes, nella sezione “Un Certain Regard” (1994). Tra gli altri suoi film ricordiamo “No quarto da Vanda” (2000), “Où gît votre sourire enfoui?” (2001), sul lavoro di Danièle Huillet e Jean-Marie Straub. “Juventude em marcha” viene presentato in concorso al Festival di Cannes, nel 2006. Il successivo, “Cavalo Dinheiro”, è stato premiato con il Pardo per la miglior regia al Festival di Locarno (2014). “Vitalina Varela” ha ricevuto il Pardo d'oro per il miglior film e il Pardo per la miglior attrice al Festival di Locarno (2019). I suoi lavori sono stati presentati in cineteche e musei di tutto il mondo. 

English
Go toTop