Dunque Siralos esiste. Questa rivelazione è ora definitiva, limpida come poche, o nessuna, mai. È proprio lì dove uno se l’aspetta, ci vogliono ore di curve, tornanti, saliscendi, seconda, terza, seconda, ma alla fine eccola, una città turrita a picco su una collina scoscesa, rossa sotto la luce di un sole immobile che non finirà mai di tramontare.

Dopo tanto girare, la sua apparizione è alla fine diretta, immediata. Sembra che la modernità, i suoi orrori, il suo sporco, i suoi sbagli non siano mai riusciti a scalare la rocca di Siralos, sono rimasti confinati in basso, nel purgatorio delle finte botteghe e dei finti paradores.

L’ironia è che ora è proibito salire, c’è un crollo, c’è il Covid, non si sa, sono tutte scuse, nessuno sa niente. La gente è delusa, chiede, protesta di fronte a uffici chiusi da mesi. Ma io penso alla fine è meglio così, c’è un che di drammatico e di fatale a Siralos, ma si sospetta anche l’inganno, l’esperienza falsa in un posto falso.

Meglio guardarla a distanza, continuare a dirsi mentendo: ci tornerò.

Ha pubblicato numerosi saggi sull’arte e la cultura visiva tra primo Novecento ed età contemporanea; tra i suoi libri, “Genius loci. Anatomia di un mito italiano” (2021); “La bellezza difficile” (2008), “Una sensibile differenza” (2006); è uno degli autori di “Espresso” (2000). Ha curato edizioni di testi e cataloghi, tra cui Alexander Nagel e Christopher Wood, “Rinascimento anacronico” (in corso di pubblicazione); “senzamargine”, (con B. Pietromarchi, 2021); Marina Ballo Charmet, “Con la coda dell’occhio. Scritti sulla fotografia” (2017; ed. ingl. 2019); Alberto Boatto, “Ghenos Eros Thanatos e altri scritti sull’arte” 1968-2015 (2016); “Marcel Duchamp. Critica, biografia, mito” (2009); Achille Bonito Oliva, “Il territorio magico” (2009); Franco Cordelli, “Il poeta postumo” (2008); “annisettanta” (con M. Belpoliti e G. Canova, 2007); Odilon Redon, “A se stesso” (2000). Tra le mostre curate di recente: “Alberto Boatto, Lo sguardo dal di fuori”, MAXXI, Roma 2020-21; “Marina Ballo Charmet. Fuori campo”, Istituto italiano di cultura, Madrid, 2019. Ha organizzato convegni e condotto programmi culturali per Radio3 RAI. Scrive su “il manifesto”, “il verri” e altre testate; ha co-fondato nel 2011 e co-diretto fino al 2019 www.doppiozero.com. Ha tradotto, tra gli altri, testi di Jean-Christophe Bailly, Pierre Bourdieu, Jean Clair, Georges Didi-Huberman. Insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università Roma Tre.