Ciò che nel congedo resta futuro

Caro Gianmaria,

«sul mare del frumento, / dulcezza e nostalgia / de nave senza scia / chi rivedrà più el vento?». Così si chiude El Sol, il poema postumo di Franco Scataglini. Così apro, oggi, questa lettera un poco sterrata, che s’aggrappa come può alla memoria di quelle case fatte adesso di un verde scapigliato: verzura senza teatri, o quanto meno senza teatri umani, perché di molta altra vita trabocca l’architettura che ci mostri. Avvertiamo, sbrogliando le tue foto, che dentro quelle case s’è compiuto un moto di rivoluzione non dissimile a quello di ogni altro corpo celeste. Che da qualche parte, nell’azzardo del secolo scorso, un’epoca, con tutta la sua dottrina d’eterno, è tramontata. Ma ora che non siamo più nel capofitto dell’abbandono, proprio ora ci è data in consegna qualcosa in più di una nostalgia; ovvero: ciò che nel congedo resta futuro. Osserviamoli, come dici di fare, questi vecchi ruderi, maestri dello scapestro: e poggiando l’occhio vedremo che si è crettata la materia del visibile, lasciandoci in pegno tutta l’evidenza dell’invisibile. Perché la verità della casa è divenuta quella dell’esilio: solo così lo sforzo giardiniero del sole poteva filare su un muro crepato un altro diorama vegetale, entro il quale stanno sovrapposte le vaste genealogie di un mondo che non sappiamo ancora  leggere.  A questa materia, complicatissima perché elementare, possiamo ora fare ritorno, come a un cantiere per il secolo che viene.        

Padreterni, beati fiancheggiatori del disastro, senza occhi per il vento: questo tempo appartiene forse più a voi che a noi. Ma sopra il vostro dominio, sopra l’inerzia dello sguardo, vale ancora il credo di Simone Weil: «l’attenzione assolutamente pura è preghiera».

Con gratitudine,

Giorgiomaria Cornelio

Immagine: fotografia di Gianmaria Pennesi

(1997) è poeta, regista, curatore del progetto ”Edizioni Volatili”, e redattore di “Nazione Indiana”. Ha co-diretto la "Trilogia dei viandanti" (2016-2020), presentata in numerosi festival e spazi espositivi. Suoi interventi sono apparsi su “Le parole e le cose”, “Doppiozero”, “Indiscreto”, “Il tascabile” e altri. Per Luca Sossella Editore, ha pubblicato “La consegna delle braci”.