Ti scrivo dal fondo d’una teca, dal letto d’un’ampolla: seme d’osso o di schiuma, serrato qui nel riflesso rappreso dei secoli come un insetto nell’ambra. Alati microdèmoni cingono il mio sonno, una sirena impazzita spinge a scatti il suo grido oltre l’orto dei semplici. Immobile sussulto, sotto la cova pietrificata, lo sfrigolìo secco della quiete l’unghiare intermittente dell’urlo; ma se la punta del mio grumo d’occhi forasse la prigione del cristallo, si spingesse dietro il garbo pompeiano delle vetrine della farmacopea per rientrare nel vestibolo, risalirebbe cefalopodo l’enigma dei profili incastrati da sempre nella loro gag come da un acquario, nuoterebbe nel becco del pellicano, penetrando l’ombra del palmizio artificiale (di che sostanza?) che sporge dall’affresco e lascia ricadere il fogliame sul centro dell’antro. Sul pendolo privo di lancette, contro l’inganno d’una limonaia, scorgerebbe infine il dio senz’occhi, appollaiato sul quadrante, a ululare contro la superbia della polvere.

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Tommaso Ottonieri
(1958), dopo l’esordio di “Dalle memorie di un piccolo ipertrofico” (Feltrinelli 1980 con prefazione di Edoardo Sanguineti, e NoReply 2008), ha pubblicato, in prosa, in versi, in critica-teoria, “Coniugativo” (Corpo10 1984, poi edizioni d’if 2003 il solo “Coro da l’acqua per voce sola”), “Crema acida” (Lupetti e Manni 1997), “Elegia Sanremese” (Bompiani 1998 con prefazione di Manlio Sgalambro, e Aragno 2022 con postfazione di Riccardo Donati), “La plastica della lingua: stili in fuga lungo un’età postrema” (Bollati Boringhieri 2000), “L’album crèmisi” (Empirìa 2000), “Contatto” (Cronopio 2002), “Le strade che portano al Fùcino” (“fuoriformato”Le Lettere 2007 con scritti di Enrico Ghezzi e Gilda Policastro), “Geòdi” (Aragno 2015), “Cinema di sortilegi” (La vita felice 2023). Numerosi i contributi (testi e critica) su riviste e altre opere collettive, di cui diverse a sua cura (fra queste, “Bassa Fedeltà: l’arte nell’epoca della riproduzione tecnica totale”, Bollati Boringhieri 2000), e in radiofonia. Nell’ortònimo (Pomilio), è docente di contemporaneistica presso La Sapienza, autore di diversi contributi otto-novecenteschi, su tematiche letterarie e intermediali; fra i titoli, “Il rovescio di un minuto. Nel cinema della scrittura, da Zavattini a Zanzotto” (edizioni del verri 2023).