Farmacia di Trisulti  

Ti scrivo dal fondo d’una teca, dal letto d’un’ampolla: seme d’osso o di schiuma, serrato qui nel riflesso rappreso dei secoli come un insetto nell’ambra. Alati microdèmoni cingono il mio sonno, una sirena impazzita spinge a scatti il suo grido oltre l’orto dei semplici. Immobile sussulto, sotto la cova pietrificata, lo sfrigolìo secco della quiete l’unghiare intermittente dell’urlo; ma se la punta del mio grumo d’occhi forasse la prigione del cristallo, si spingesse dietro il garbo pompeiano delle vetrine della farmacopea per rientrare nel vestibolo, risalirebbe cefalopodo l’enigma dei profili incastrati da sempre nella loro gag come da un acquario, nuoterebbe nel becco del pellicano, penetrando l’ombra del palmizio artificiale (di che sostanza?) che sporge dall’affresco e lascia ricadere il fogliame sul centro dell’antro. Sul pendolo privo di lancette, contro l’inganno d’una limonaia, scorgerebbe infine il dio senz’occhi, appollaiato sul quadrante, a ululare contro la superbia della polvere.

(1958), dopo l’esordio di "Dalle memorie di un piccolo ipertrofico" (Feltrinelli 1980, prefazione di Edoardo Sanguineti), ha pubblicato, ancora in prosa: "Coniugativo" (Corpo10 1984), "Crema acida" (Lupelli e Manni 1997), "L’album crèmisi" (Empirìa 2000), "Le strade che portano al Fùcino" ( Le Lettere – Furi Formato 2007); in versi, "Elegia Sanremese" (Bompiani 1998, prefazione di Manlio Sgalambro), "Contatto" (Cronopio 2002), "Geodi" (Aragno 2015); in critica-teoria, "La plastica della lingua: stili in fuga lungo un’età postrema" (Bollati Boringhieri 2000). Numerosi, a partire dagli anni degli’esordi, i contributi su riviste, plaquettes varie, cataloghi, siti web, volumi antologici e altre opere collettive, di cui diverse a sua cura (fra queste, "Bassa Fedeltà: l’arte nell’epoca della riproduzione tecnica totale", Bollati Boringhieri 2000), e in radiofonia. Nell'ortònimo (Pomilio), è docente di contemporaneistica presso La Sapienza, autore di diversi contributi otto-novecenteschi, su tematiche letterarie e intermediali.