Cari antinomici,
può capitare di amare un pezzo di cemento.
Io amo questo.
L’hanno riparato e rifatto più volte dopo tempeste particolarmente violente, di quelle capaci di scagliare massi di 10-15 kg su per le strade del villaggio.
È il molo storico di questa spiaggia, su cui misi piede la prima volta che giunsi all’isola.
La nave non poteva attraccare per il basso fondale, quindi i passeggeri venivano portati a terra con barche.
Quando c’era mare grosso l’operazione risultava molto interessante.
Era il ’75 del secolo scorso, qui non c’era luce elettrica, le notti erano spettacolari.
Da allora sono tornato molto spesso.
Saluti da Karpathos, Dodecanneso, Grecia.
Vostro Pec

è nato a Roma nel 1945. Esercita il mestiere di architetto in un ente pubblico prima di scrivere i racconti di “Dove credi di andare” (Premio Berto, Premio Napoli), Mondadori 2007. Per qualche anno è titolare di un blog in rete di cui, nel 2008, pubblica una scelta di scritti: “Questa e altre preistorie”, Le Lettere. Nel 2012 escono i versi di “Primordio vertebrale”, Ponte Sisto. Pubblica numerosi saggi e racconti su giornali e riviste, cartacee e on line. Nel 2013 per Ponte alle Grazie esce il suo primo romanzo, “La vita in tempo di pace”, che è finalista al Premio Strega, vince il Premio Viareggio ed è tradotto in quattro lingue. Nel 2019 esce “Lo Stradone”, sempre per Ponte alle Grazie, finalista al Premio Campiello.