Cari antinomici,
può capitare di amare un pezzo di cemento.
Io amo questo.
L’hanno riparato e rifatto più volte dopo tempeste particolarmente violente, di quelle capaci di scagliare massi di 10-15 kg su per le strade del villaggio.
È il molo storico di questa spiaggia, su cui misi piede la prima volta che giunsi all’isola.
La nave non poteva attraccare per il basso fondale, quindi i passeggeri venivano portati a terra con barche.
Quando c’era mare grosso l’operazione risultava molto interessante.
Era il ’75 del secolo scorso, qui non c’era luce elettrica, le notti erano spettacolari.
Da allora sono tornato molto spesso.
Saluti da Karpathos, Dodecanneso, Grecia.
Vostro Pec

Francesco Pecoraro

Francesco Pecoraro

è nato a Roma nel 1945. Ha esercitato il mestiere di architetto in un ente pubblico prima di scrivere i racconti di “Dove credi di andare” (Premio Berto, Premio Napoli), Mondadori 2007 (riedito con un'ampia raccolta di altri racconti in "Camere e stanze", Ponte alle Grazie 2021). Per qualche anno è titolare di un blog in rete di cui, nel 2008, pubblica una scelta di scritti: “Questa e altre preistorie”, "fuoriformato" Le Lettere. Nel 2012 escono i versi di “Primordio vertebrale”, Ponte Sisto (nel 2021 sarà la volta di un poemetto, "Nodulo", edito da Tic). Pubblica numerosi saggi e racconti su giornali e riviste, cartacee e on line. Nel 2013 per Ponte alle Grazie esce il suo primo romanzo, “La vita in tempo di pace”, che è finalista al Premio Strega, vince il Premio Viareggio ed è tradotto in quattro lingue. Nel 2019 esce “Lo Stradone”, Ponte alle Grazie, finalista al Premio Campiello, e nel 2023 "Solo vera è l'estate", sempre per Ponte alle Grazie, cui segue per lo stesso editore, nel 2026, "La fine del mondo"

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