Linosa

I nervi, la mente, ciò che brucia,
al centro di ciò che sei
che hai tra le mani
quando stringi te stessa
a te stesso, il torace
fra le braccia. C’è una parola
in quest’altra lingua che parli,
ardora,
mar de ardora,
mare fosforescente:
vitaluce, vibrio Harveyi, alghe, plancton.

Accade anche in Europa
questo che naturalmente
chiamerai azzurro bruciare,
la parola più vicina ardore?

(La costa della Grecia, trent’anni fa.
Oggi altre forme dell’altrove).

Qualcosa abbaglia al centro
del corpo, nell’acqua
interna del corpo, l’ardora,
poesia che si scrive da sola
come questa ora, senza

che nessuno racconti le acque inondate
da una luce che è più acqua
dell’acqua stessa
e può inondarla perché contiene il sole.

Quando scèma, minuscola morte,
quiete
che continua ad ardere nell’alba,
guardi il corpo accanto
che si scrive come scrivi sulla carne:
guardi e continui a guardare, arderà ancora.

poeta, saggista e scrittrice. Tra gli ultimi libri, i romanzi “Sirene” e “La ragazza selvaggia” (Marsilio 2016, premio Campiello Selezione Letterati); il saggio “In territorio selvaggio” (nottetempo 2018); l’“Oracolo manuale per poete e poeti”, con Giulio Mozzi (Sonzogno 2020) e le raccolte di poesia “Noi” (Amos/A27 2020) e “L’alea” (Perrone 2019). Collabora con “L’Espresso” e “Le parole e le cose” ed è tra i curatori della collana di poesia “I domani” di Aragno. Ha ideato il festival diffuso di poesia e scrittura I quattro elementi (Madrid 2018- 2019), la serie di podcast “Oltrelontano. Poesia come paesaggio” per Radio3Suite e la “Mappa Immaginaria della poesia italiana contemporanea” (in uscita nel 2021 per il Saggiatore). Dal 2015 al 2020 ha diretto l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid.