La luce di Lisbona

Questa città è sospesa tra il cielo, enorme, che la sovrasta e l’acqua, del fiume e dell’oceano, che la avvolge. La terra è solo un intervallo, uno spazio momentaneo in cui sostare. La luce è la chiave per comprendere Lisbona. Lì risiede il suo segreto e la sua ragione. La luce lunare che illumina le nuvole bianche in viaggio nel cielo notturno e la luce di mezzogiorno che acceca riverberandosi sul fiume che scorre. La luce che sfiora i piedi sulla calçada di pietra calcarea bianca. La luce che crea saudade del dio gnostico, di questa pura fonte luminosa, al di là del creato, al di là di tutto e solitariamente sprofondata nel suo stesso abisso. Seduto su una panchina del giardino di Príncipe Real, guardo le colombe sugli alberi e penso che la vera libertà sia quella di librarsi in volo, liberandosi di se stessi, liberando dentro di sé quella scintilla anonima che è forse il nostro vero Sé. Seguire le traiettorie della luce e del vento, imparare a passare, come gli uccelli passano, per raggiungere l’Abisso di luce, al di là dell’intervallo, al di là anche di Dio.

Braccio senza corpo che brandisce una spada

Fra l’albero e il vederlo
Dove sta il sogno?
Quale arco del ponte meglio occulta
Dio?… E io resto malinconico
Perché non so se la curva del ponte
È la curva dell’orizzonte…

Fra ciò che vive e la vita
In quale direzione scorre il fiume?
Albero rivestito di foglie –
Fra questo e Albero c’è un filo?
Colombe in volo – la colombaia
È sempre sulla loro destra, o è reale?

Dio è un grande Intervallo,
Ma fra che cosa e che cosa?…
Fra ciò che dico e ciò che taccio
Esisto? Chi è che mi vede?
Sono il mio errore… E l’alta colombaia
Sta intorno alla colomba, oppure a fianco?


In copertina: una scena tratta dal film
Dans la ville blanche, di Alain Tanner, 198
2; la poesia è tratta da F. Pessoa, Poemas esotéricos, Assirío & Alvim, 2014

(Milano, 1969). Insegna Filosofia dell’arte e Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove nel 2009 ha creato e diretto il biennio specialistico in “Visual Cultures e pratiche curatoriali”. Tra i suoi ultimi libri: “L’insieme vuoto. Per una pragmatica dell’immagine” (Johan & Levi, 2013), “L’anarca” (Mimesis, 2014), “Oscillazioni. Frammenti di un’autobiografia” (SE, 2016) e, con Jean-Luc Nancy, “La fin des fins” (Kimé, 2018).