Prendere dimora

ché non ci ha miglior vita, in veritate:
e questo è vero, com’è ’l fiorin giallo.

Folgore da San Gimignano

è l’acuto del giallo che apre
il corpo, ci pesca
la bussola e si avvia.

tra i sassi spaccati le
briciole gialle di un
pasto di luce.

su questa carne di carta
si traccia la gialla
misura dello sguardo.

nei bulbi senza luce
vibra il tuorlo
di un corpo sospeso.

qui si raccoglie un muschio
giallo di attesa, lento
come nebbia.

tra l’albero e la sua ombra
tu resti nell’occhio giallo,
tra cane e lupo.

(poi ti rifai un orecchio,
riappendi le foglie

e prendi dimora
nell’onda dell’ombra.)

“et pipere et croco”
decimo mese dell’anno diciannove,
San Gimignano

Kiki Smith, Yellow Girl (Torrino Rocca di Montestaffoli, San Gimignano, 2011; courtesy Associazione Arte Continua)

                                                                                                          

Pause, questo il titolo di un lavoro del 2003 di Kiki Smith che comprendeva nove giovani donne in ceramica sedute su fasci di legna: una di queste si è allontanata da sola per riposare su una sedia a San Gimignano, circondata da lampadine in cristallo soffiato. Si è presa una pausa appunto, e sta pensando, tutta presa in se stessa.

Pausa: una residenza di sei giorni nella cittadina toscana. Seguo da tanti anni il lavoro dell’artista statunitense ma è la prima volta che incontro lei e la sua Yellow girl, come si fa chiamare adesso. Il giallo del suo vestito (e quello assente dei filamenti delle lampadine) diventa la traccia che seguo, tra torri e campagna, mentre scrivo i miei testi.

Nelle parole della Smith «la giovane donna siede nella natura, all’interno della natura e da essa non è separata. quindi le sue idee sono le idee del mondo».

In copertina: Kiki Smith, Congregation, 2014. Courtesy: l’artista e Pace Gallery

ha pubblicato otto raccolte poetiche, alcune bilingui, fra cui “L’Ospite” (Einaudi 2004), “Fiato. parole per musica” (Edizioni d’if 2006), “Nel Bosco” (Einaudi 2007), “The guest in the wood” (Chelsea 2013, 2014 Best Translated Book Award), “Da una crepa” (Einaudi 2014; negli USA: Xenos books 2017; in Francia: Cadastre8zero 2018, Prix NUNC 2018) e “Filamenti” (Einaudi 2020). Per Ponte alle Grazie ha tradotto nel 2020 “Non separare il no dal sì” di Paul Celan. Sue poesie sono tradotte in più di quindici lingue e ha partecipato ad importanti festival italiani e internazionali.