Make This Earth Home. Maria Domenica Rapicavoli

La Torre Matta del Castello Aragonese di Otranto ospita Make This Earth Home (Fai di questa terra una casa), dell’artista catanese Maria Domenica Rapicavoli. Il progetto espositivo, realizzato in collaborazione con il parco di archeologia sperimentale “Okra” e con il patrocinio dell’università del Salento, segna l’esordio curatoriale di“Cijaru”, l’associazione fondata da Francesco Scasciamacchia e Davide de Notarpietro nell’intento di restituire, con il coinvolgimento della comunità locale, i legami storico-culturali che ancora oggi intercorrono tra il Salento e le regioni balcaniche.

La mostra è frutto della residenza dell’artista presso la cittadina pugliese, nota come la “Porta d’Oriente”. Tuttavia il percorso espositivo trova il proprio punto di partenza nella Grotta dei Cervi di Porto Badisco. Annoverata tra i più importanti monumenti d’arte parietale post-paleolitica del Mediterraneo, la grotta presenta centinaia di pittogrammi realistici e simbolico-astratti, realizzati in ocra rossa o in guano di pipistrello. In Nessi Ancestrali, Maria Domenica Rapicavoli realizza degli elementi scultorei che, riprendendo la tradizione salentina della cartapesta, riproducono alcuni dei motivi rinvenuti all’interno della grotta, testimonianti la venerazione della “Grande Madre”, culto ampiamente documentato nella penisola balcanica e in tutto il Mediterraneo. Le figurazioni sono illuminate e sospese con fili di nylon nel vano di tiro della torre, facendo delle proprie ombre un mezzo per sostituire il movimento alla staticità dei pittogrammi.

Nessi ancestrali

Giorno del Sole affianca gli elementi in cartapesta nella parte superiore della torre. L’opera consiste in un cerchio di luce proiettato sul pavimento. L’elemento sferico rievoca il foro al centro dei dolmen rinvenuti presso il sito megalitico di “Li Scusi” a Minervino, in provincia di Lecce. Questa è una caratteristica riscontrabile in numerosi dolmen a scopo cerimoniale. I raggi del sole infatti attraversano il foro, orientato verso est, solamente il 21 giugno, in occasione del solstizio d’estate, creando un cerchio luminoso. La presenza in Salento di dolmen, menhir e specchie fanno supporre l’insediamento di popolazioni indoeuropee e asiatiche. In tal senso Giorno del Sole e Nessi Ancestrali sottolineano quanto il mondo afroasiatico e l’Europa meridionale avessero in passato un carattere culturalmente unitario che solo in un secondo momento assunse caratteristiche specifiche presso i singoli gruppi etnici e tribali.

Il percorso espositivo prosegue al livello inferiore con I Due Mari. L’installazione fa riferimento alla cultura materiale tardoantica ed ellenistica del Salento, sottolineando già dal titolo come Otranto rappresentasse sia geograficamente che culturalmente il punto d’incontro del Mar Ionio con l’Adriatico. Con l’aiuto di un artigiano locale, Maria Domenica Rapicavoli ha realizzato i vasi in terracotta che occupano gli spazi destinati in origine alla chiusura della cortina muraria attorno alla torre cilindrica. Pur riprendendo le forme della tradizione ceramica salentina, i vasi non presentano alcuna figurazione pittorica. Non sappiamo quale ne sia l’utilizzo. L’acqua marina che riempie i vasi sembra rifrangersi in Suono dell’Aria, un ingrandimento in cartapesta della conchiglia ritrovata nella Grotta dei Cervi. Il suono della conchiglia, utilizzata come strumento a fiato per accompagnare le celebrazioni rituali, scandisce il percorso espositivo, riecheggiando per due volte ogni cinque minuti all’interno della torre, illuminata con le tonalità cangianti dei due mari.

Make This Earth Home, vista dell’installazione

I vasi guidano lo spettatore verso Fuoco. L’opera è un ammasso di bauxite che fa riferimento alla cava di epoca fascista situata nei pressi di Otranto. La funzione industriale e l’attività estrattiva della cava sono terminate nel 1976 ma dagli scavi successivi è emersa una fonte sorgiva da cui si è a sua volta generato un piccolo lago. Concludono il percorso espositivo il neon Make This Earth Home all’esterno della Torre Matta, da cui il titolo della mostra, e le tre pintadere disposte dall’artista sul lungomare di Otranto. L’artista riprende i motivi utilizzati come timbri o stampi per farne delle sedute relazionali, dei luoghi d’incontro e confronto. In particolar modo la spirale, così come la figura dello “Sciamano Danzante” in Nessi Ancestrali, mostrano quanto la fertilità, l’acqua, la luce o la vita stessa fossero elementi femminili, spesso associati al culto della “Grande Madre”.

Le opere di Maria Domenica Rapicavoli tracciano un percorso costantemente in bilico tra la storia e l’immaginazione. La narrazione si fa incerta. L’artista respinge la concezione dogmatica ed esclusiva della tradizione. Il passato diviene uno strumento per evidenziare la natura effimera dei confini e rimettere in discussione lo stesso concetto di identità.

La mostra ‘Make This Earth Home’ è visitabile ad Otranto fino al 1 novembre 2020.

In copertina: Maria Domenica Rapicavoli, I due mari

(Roma, 1993) si è laureato con lode in storia dell'arte all'Università “La Sapienza” di Roma, attualmente assistente bibliotecario presso il MAXXI di Roma. È stato collaboratore dell’artista Maria Dompè e mediatore culturale presso il Palazzo delle Esposizioni. Curatore indipendente, si occupa prevalentemente del rapporto tra arte contemporanea e società.