I-cone

1

la ragazzetta si sposta in costume due pezzi come se le gambe stanno staccate dal resto sono entità diverse si muovono a ritmo con le musiche di radio virgin gli annunci dei bambini persi le tette appena uscite fuori dal torace come per reazione allergica da fragole improvvise
fa questa cosa fastidiosa di saltellare tra gli asciugamani sollevare sabbia correre in mare ora faccio una capriola ora una verticale ma tutto è mettere in mostra il sedere alle amiche turgide i vecchi che schiattano sulla seggiola che non si possono più sdraiare non è un lavoro da bagnino doverli sollevare
al mare seduti all’ombra di fianco ai panni piegati con cura sulle stecche la camicia azzurra la maglia della salute che assorbe gli occhiali con la fune come se vogliono soffocare come se possono ancora decidere di morire non lo decidono le figlie le nuore la badante moldava
la ragazza adesso fa la morta lascia che i capelli seguono la corrente si staccano dal cuoio della testa arrivano in africa
qualcuno li ritrova come messaggio
uno scalpo di ragazza
venite in italia sui barconi scopate le nostre donne rubateci il lavoro
la madre rincorre il figlio piccolo che si scotta la punta delle orecchie le dita dei piedi dove la crema quindici non arriva dovrebbe usare copertura cinquanta per evitare una diagnosi di tumore ma sono bellini i bambini abbronzati almeno in agosto il segno del costume in bella vista confrontare i braccini con quelli degli amichetti chi è più scuro
chi parla meglio

bagnati la testa il cappello lo devi tenere gli urla ma si confonde con la voce delle altre madri che ricorrono altri figli lasciano perdere prendono esempio dalle onde cancellano scritte castelli campi da calcio legami di sangue
girati ti faccio una foto tirati giù il costume per pisciare aspetta due ore dopo la pizza non bagnarti lo stomaco
bagnati a pezzi ti devi acclimatare come animale a un habitat diverso a uno zoo safari
questi scampoli di figli offerti alla visione comune
la madre si è appena stesa dopo aver sistemato le cose sotto l’ombrellone dare di sé un’immagine coerente la borsa termica il sacchetto porta costume i giochi di plastica
guarda
se la figlia ancora tocca
è toccata
dai mi piace cuorata tha_ale fuoco fuoco faccina che sbava
ha paura che la violentano
si compiace
condivide

2

è stata sempre una brava donnina di casa come cucina lei i fagioli per ore li spurga da qualsiasi sostanza che provoca gonfiore li lessa e li passa con poche verdure sedano carota cipolla con due chiodi di garofano biologici infilzati l’unico dramma a cui assiste la famiglia mai una parola fuori posto uno stocazzo un dito schiacciato niente carne che porta sofferenza nel regno animale porta grassi saturi per le vene viene da ammirare queste sue manine d’oro secche al punto giusto quello prescritto dalla dieta mediterranea che segue paro paro dalla base della piramide fino in cima come una regina egiziana mummificata insieme al cane alle riviste d’arredo e decoro agli zampironi messi per il bene degli amici senza dolore alcuno neanche un osso storto un calcolo renale un qualcosa collegato al ciclo mestruale sani anche i figli belli come il sole magri ginnici capaci di molte cose intonati nuotano al mare e in piscina sviluppano prima
vorrei tagliargli il collo vedere rotolare sul parquet coi legni delle alpi i suoi capelli curati senza doppie punte colorati con tinte naturali che rispettano l’ambiente gli orsi polari
la sua testa in giro per casa dotata di vita propria che continua a dare ordini pulite bene camera vostra rinnovate l’acqua ai pesci servite vostro padre spegnete il televisore mai un ferrero rocher ai figli prima dei 6 anni mai una coca cola questo è il duce una mamma perfetta grida vendetta sorgete donne tagliamola a fette rompiamo le mani secchiamogli l’utero al sole così ogni ovulo diventata frittata mai più donne buone sulla crosta terrestre
i figli ci daranno una mano cominceranno dai diti l’indice inquisitore terranno il segno degli strati epiteliali rimossi lo racconteranno a natale vicino all’albero.

3

mi cade la testa come se me l’avesse staccata dal collo
sto con le spalle appoggiate al cuscino il mento alla mano lui attaccato coi dentini al capezzolo ne ha già otto coi 4 davanti fa il coccodrillo che non lascia la presa piange se stacco la poccia provo a stendermi dormo
coccodrillino amore di mamma ti devo mangiare le unghie se no mi rovini o ti accechi quando ti incazzi rotoli per terra hai le crisi isteriche una volta ho provato a buttarti l’acqua come ha detto nonna un po’ di acqua fresca così sbollisci
ti sei fatto muto come pesce in un attimo pensavo mettevi le pinne le squame nuotavi lontano e invece niente hai ricominciato a piangere più forte
a volte penso che un giorno ti soffochi con le tue stesse lacrime il catarro
riempi i bronchi la gola non c’è più spazio per l’aria
diventi cianotico
non ti esce suono neanche un singhiozzo l’hai fatto molte volte per pochi secondi ti ho soffiato in bocca ti ho ridato la vita come gesù cristo
una volta ho provato a metterti un dito nella ferita una bua che avevi fatto sul ginocchio quando correvi ti dicevo non correre che caschi
era per vedere per credere che eri ancora vivo
no sfracellato nel cemento
una breccia nei muri di pelle per prelevare organi interni dalla gamba alle mummie gli tiravano fuori il cervello dal naso con un gancio
io con l’indice ero san tommaso che ti credeva morto invece niente vescica stomaco pancreas tutto a posto
oggi parlano di una madre che è salita forse su un traliccio con il figlio si è buttata di sotto forse i cinghiali gli hanno preso il figlio per crescerlo come uno di loro
farlo correre a quattro zampe mangiare tartufi a volte resti umani
cani molecolari cercano dappertutto le sue particelle di latte e zucchero di ossicini di magliette cinesi
poi ho aperto facebook per vedere il profilo di questa donna per vedere se era una madre normale se si capiva già qualcosa o lo nascondeva bene.

4

io di differenza rispetto a quando avevo la sua età vedo che c’è più confidenza più complicità come rapporto madre figlia e penso che è un bene con mia figlia non voglio censure non voglio fare quello che mia madre ha fatto con me non voglio fare la stessa fine
che alla fine poi sei repressa ti metti col primo che incontri ci stai dieci anni ti sposi e non hai visto niente
rimani incinta subito ti sposi perché ti devi sposare col primo che ti mette incinta magari per sbaglio ti dice che la seconda botta non c’è sperma non puoi restare incinta senza allora niente preservativo e ti riempie
gli darò subito la pillola appena mi dice che ha un ragazzo la porto dalla ginecologa ma femmina così la capisce meglio si regolarizza anche il ciclo previene i tumori al collo ce ne sono già tanti in giro di ragazzi malati da cui puoi prendere il papilloma virus che gira
altre malattie veneree come l’aids anche se ai miei tempi ce ne era molto di più anche a causa delle siringhe che si scambiavano oggi ci sono le droghe sintetiche le bevande con la dormia le chiamano la bevanda dello stupro ti addormenti ti portano fuori dalla discoteca o dal pub ti violentano senza ricordi solo il sangue i punti nella patonzola
io gli dico sempre di girare con la mano sul bicchiere per sicurezza di prendere le cose confezionate con la cannuccia

no no non penso che beve alcool non lo danno ai minorenni anche se lei sembra più grande di 13 anni sarà che è sempre stata più grande della sua età rispetto alle coetanee più bambine infatti faceva difficoltà ad andarci d’accordo la escludevano dai giochi lei stava con quelle delle altre classi da subito molto sveglia una signorina già a un anno gli davi il cellulare non è che lo sapeva usare ma aveva capito come girare le foto col dito vedeva a noi e faceva uguale svelta come una lucciola

sì adesso con l’adolescenza le cose sono più diverse ci dà un po’ di problemi perché vuole sempre di più vuole uscire ci ha uno che gli va dietro più grande non sono proprio fidanzati si piacciono ma ancora non è una cosa seria non lo porta in casa però ci racconta tutto parliamo di tutto sono cose di ragazzi e ragazze mi dirà quando è ora del ginecologo non voglio che si vergogna sono cose che si dicono a una mamma per prevenzione l’ho abituata a dirmi tutto a non avere paura che tanto non reagisco male mi ricordo com’ero alla sua età l’importante è che non resta incinta smette di studiare proprio sul bello che può uscire divertirsi con gli amici fare la vita della sua età gli dico me lo devi dire prima quando è ora

è normale sono sempre una madre un po’ le foto su instagram un po’ mi turbano non è che mi danno fastidio al padre di più dice se è il caso proprio in costume quel costume che insomma non voleva che glielo compravo potevamo aspettare un altro anno dice per il brasiliano ma la commessa dice che già li ha venduti per questa età per la terza media in fondo è un sedere ce l’hanno tutti un sedere e poi è un bel sedere tosto quando lo mette se no adesso quando gli casca il sedere? ce l’ho anche io uguale ma nero più elegante più da signora ancora mi tiene (ride) è un bel vedere 197 cuori infatti mica 30 le gambe raccolte un po’ di traverso le labbra mezze aperte c’ha scritto sotto solo piccole tentazioni magari non era il caso ma cosa gli devo dire anche le amiche scrivono uguale uno si deve un po’ conformare se non vuole restare indietro in solitudine che non è bella
le foto gliele faccio io perché andiamo al mare insieme ancora da sola con la corriera non la mando deve mettere la mascherina per forza per un’ora di viaggio con questo caldo non esiste neanche l’aria condizionata
mi dice mamma fammi la foto gli dico stai dritta lo so che così si vedono di più le tette non dovrei dirglielo ma mi piace che si vedono che gli altri la vedono che è fatta bene non so se è un male se qualcuno pensa male gli viene in mente idee strane non penso ha sempre 13 anni la gente deve capire che è ancora un gioco
io l’assecondo è come giocare insieme alle bambole tornare ragazzina truccarsi pettinarsi scambiare i vestiti i mi piace farsi le confidenze io la copro anche qualche volta col padre mi sembra una cosa normale tra donne
qualche volta ci mettiamo insieme a fare la foto ma la pubblico solo io su facebook

5

i videogiochi sono molto utili ai figli imparano a cavarsela in ogni situazione diventano svelti con le dita si concentrano più che nelle altre situazioni di vita mio figlio non l’ho mai visto così concentrato neanche a calcio dove lo porto due volte a settimana che poi l’hanno messo portiere dovrebbe seguire il gioco ancora guarda per aria guarda gli spettatori il padre s’incazza gli urla l’allenatore ci dice calma però con la mano ci dice per scherzo la prossima partita non vi vogliamo neanche davanti alla televisione per dire si concentra così ogni tanto un biscotto un bicchiere d’acqua mezza banana che lui intera una frutta non l’ha mai mangiata sempre due morsi e tocca buttarla via dove si annerisce dice che gli puzza a scuola non lo so non ci sono mica io lavoro non posso dire niente le maestre dicono solo che può fare di più che studia poco ma è in seconda elementare questa manie delle etichette date dal primo giorno di stare sempre seduto sul banco un bambino di quell’età dovrebbe poter correre sui prati arrampicarsi sugli alberi invece sempre dentro casa o a scuola o in un campo da calcio con le regole insomma certo che qualche volta sbotta fa le tigne fa piccoli scherzi che le maestre non capiscono dovrebbero portarli più fuori in giardino a fare le passeggiate ci sono queste scuole nei boschi che imparano ai bambini a contare coi rami i sassi le piume d’uccello a costruire case sugli alberi a passare i fiumi senza cadere nell’acqua a riconoscere le bacche quelle buone da mangiare da quelle velenose ecco queste secondo me sono le cose importanti della vita no le equazioni no chi era il terzo re di roma che quando ti hanno interrogato e lo sai poi passano due giorni e non lo sai più a cosa ti serve a trovare un lavoro no a trovare una moglie no a farti una famiglia nemmeno neanche a tirare su un figlio quello non te lo impara nessuno te lo devi imparare da solo da quando nasce da quando lo porti a casa nell’ovetto neanche lo sai come agganciarlo ti sta tutto curvo piegato come una camicetta dici magari che ne so soffoca non gli passa bene l’aria dalla gola che ne sai dei meccanismi dei neonati ti siedi dietro controlli col dito se dal naso esce qualcosa qualche programma in televisione come la tata sos che io guardavo soprattutto le puntate delle tigne dei bambini viziati i tiranni che io proprio quando vedo che si buttano a terra si rigirano su di loro lo vedi un chilometro che lo fanno apposta che ti chiedono due schiaffe o dei blog su internet ma devi leggerli averci il tempo di leggerli e quando mai una volta che torni a casa la sera hai tutte le cose della casa sulle spalle la ginnastica dei figli gli sport le faccende la cucina poi da me c’è una babysitter brava una ragazzina d’oro posata che almeno mi mette su l’acqua mi scongela gli hamburger queste cose così alle volte toglie i panni dalla asciugatrice non è che lo deve fare ma lo fa per gentilezza non è contato nei 8 euro ma vede che faccio fatica e mi aiuta come può mio marito non lo contare fa l’infermiere fa i turni è come se non c’è poi col covid che si faceva 12 ore di fila anche se non era in reparto covid era come se era covid dividevano i reparti mettevano gli infermieri di ginecologia nell’intensiva che non avevano mai visto niente dovevano imparare tutto come se non c’era differenza tra un polmone e una fica come se a me mi metti ad aprire un cofano che faccio la segreteria del dentista capisci proprio non sai dove mettere le mani in più tutta la gente che muore non ne riesci a salvare uno di quei vecchietti capisci anche lo stress psicofisico di dover fare attenzione cambiarti per bene lavarti le mani non portare a casa niente io un po’ questo stress l’ho sentito per fortuna che il dentista da me ha chiuso e in questi mesi di pandemia ho potuto recuperare il senso della famiglia della cucina insieme mio marito lui recupera col figlio quando ha il giorno di riposo vanno a pescare insieme giocano all’x box ci sono queste sfide che puoi fare anche a distanza con altri adulti altri bambini  a calcio a mettere i mattoni a uscire dai labirinti a me per esempio non interessano ma a mio marito molto gli si libera la testa ci perde il tempo anche a spiegargli le cose al figlio io proprio non c’avrei la pazienza come conquistare le vite superare i livelli le tecniche per fare le mosse dove si trovano dei tesori i punti l’unico problema è che a un certo punto devi tirare fuori i soldi per andare avanti avere le gemme uno a un certo punto ci deve dare un taglio se non diventa come le sigarette le carte con chi gioca mio figlio quando gioca on line penso degli altri bambini come lui appassionati  alcuni compagni di scuola alcuni sconosciuti non credo c’è pericolo che pericolo c’è a dirsi come saltare a scambiare due parole sul calcio i calciatori le scarpe io poi non mi intendo penso che il padre poi controlla quello che si scrivono non so se si parlano ci si può parlare lo vedo che ha le cuffie ma penso per sentire i rumori per non farli sentire questi suoni per tutta casa il padre lo saprà di sicuro i giochi violenti quelli proprio violenti non glieli abbiamo proprio comprati poi uno lo sa che il sangue tanto è finto gli spari le persone morte anche noi ai nostri tempi avevamo il game boy nessuno è diventato assassino perché ha sparato sul gameboy mi pare ovvio dovevamo essere tutti serial killer fare i combattimenti per strada invece della spesa la stessa cosa se investi qualcuno per finta per strada lo vedi che è nel televisore che non hai una macchina sotto il culo capisci che tutto è finto un disegno anche se realistico anche se una volta mi ha fatto brutto quando ha preso sotto una vecchia poi una donna incinta magari le donne possono non metterle i bambini le persone deboli gli immigrati adulti sì però

(1979) ha pubblicato: una silloge in “1° non singolo (sette poeti italiani)” con una nota di Aldo Nove (Oèdipus 2006); Taglio intimo (Fara 2001); “Femminimondo”, con una nota di Tommaso Ottonieri (Polimata 2011); “Elsamatta”, collana «Syn. Scritture di ricerca» diretta da Marco Giovenale (ikonaLíber 2015, finalista al Premio Pagliarani 2016); “Primine”, con una nota di Andrea Cortellessa (edizioni del verri 2017, finalista al Premio Marazza 2018, finalista al Premio Pagliarani 2017); “Ex-voto”, collana croma K diretta da Ivan Schiavone (Oèdipus 2017, primo classificato Premio Bologna in Lettere-Dislivelli, 2018, finalista al Premio Montano 2018 e al Premio Città di Trento-Oltre le mura 2018); “Sespersa”, con una nota di Helena Janeczek (Vydia 2018, finalista al Premio Trivio 2018); “In caso di smarrimento / riportare” a, con prefazione di Silvia De March (Il Canneto 2019, finalista al premio Fortini 2019). “Poesie con Katana” (Miraggi 2019) è la sua pubblicazione più recente. È stata finalista del Premio Delfini nel 2005 con la raccolta “Scartata” e nel 2013 con “Annamatta”, e del premio Miosotis 2011 con “Prec’arie”. Prose e racconti sono inclusi in diverse antologie, riviste e pubblicazioni online. Una sezione monografica sul suo lavoro è stata pubblicata sul numero 65 della rivista «il verri» (ottobre 2017).