Londra

Che cosa vediamo quando guardiamo? Io ho davvero l’impressione che non vediamo pressoché più nulla. Riconosciamo, ma non vediamo più. Turisti della vita. Eppure, a volte, uno sguardo, una parola, una fessura, una crepa rende ancora possibile una visione. Non lo so. Forse l’epoca della rappresentazione è finita. Forse solo lo shock del reale può farci ancora vedere. O, forse, solo una rappresentazione al quadrato può dissolvere la cecità diffusa. Guardo. Insisto a guardare. Dell’invisto non smette di affiorare. Apro gli occhi. Il mondo non è più davanti a noi, né dentro di noi. Siamo in un altro spazio. Innumerevole esistere ci attraversa.

Immagine di copertina: Flavio de Marco, Paesaggio con veduta (Londra IV), 2010, acrilico e stampa digitale su tela su tavola – 10,5 x 15 cm

(Milano, 1969). Insegna Filosofia dell’arte e Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove nel 2009 ha creato e diretto il biennio specialistico in “Visual Cultures e pratiche curatoriali”. Tra i suoi ultimi libri: “L’insieme vuoto. Per una pragmatica dell’immagine” (Johan & Levi, 2013), “L’anarca” (Mimesis, 2014), “Oscillazioni. Frammenti di un’autobiografia” (SE, 2016) e, con Jean-Luc Nancy, “La fin des fins” (Kimé, 2018).