Sacro Monte di Ghiffa

Da qui, il lago sembra una foresta – le “alture del Seeonee” che Rudyard Kipling immagina nel Libro della giungla. Immagino, piuttosto, il canyon, vertiginoso, privo di acqua, un luogo di agguati, gli avveniristici salti della tigre. Una coppia, da queste parti, ha adottato un bambino nato a Calcutta: ha diciassette anni, si chiama Hadith, come i detti di Maometto, i capelli arrotolati sul capo sembrano un fuoco, è bellissimo. Gli offrirei mia figlia, ma chissà se ha ricordo di me.

È strano pensare a una giungla letteraria di fronte al Lago Maggiore. In ogni caso, ho scelto di scindermi. Dormo, ogni tanto, tra le celle del Sacro Monte, sopra Ghiffa – amo le opere anonime degli uomini, le opere di pietà. Chissà che forma di adorazione hanno le bestie verso le statue di legno, dai volti estatici, inesatti, che riproducono episodi della storia sacra. Un cervo, un giorno, si è avvicinato al San Giovanni Battista, senza perplessità, come se lo riconoscesse. I lupi non scendono più verso il lago, ma il bosco è scosso da desideri. Quando un uomo arriva fin qui, in ginocchio, rivela l’ansia di essere giustiziato, di giustificarsi in un altro corpo, vuole diventare lucertola, insetto, volpe. Di notte, nel bosco, una torcia è simile a una lacrima.

Scrivo a te perché tu possa dimenticarmi – perché dell’altra ignoro il recapito; so solo l’ipotesi di una città. Sarai crudele nel dirle di me, mi auguro. Inviale questa cartolina. Nel santuario, l’affresco della Santa Trinità terrorizza: il Cristo replicato tre volte davanti all’eucarestia è più inquietante del triplice ritratto di Carlo I di Antoon van Dyck. Quello sguardo fisso, implacabile, ingiusto finisce per accerchiarti. Il gesto, poi, moltiplicato – come se il muro fosse uno specchio e il dio un gioco di illusioni –, più che una benedizione pare un anatema. Ma forse è vero che si può amare almeno tre volte, con la stessa forza.

ha pubblicato, di recente, “Un alfabeto nella neve”, romanzo sul carteggio tra Boris Pasternak e Marina Cvetaeva e la raccolta di poesie “Gries”. Scrive di cultura su “il Giornale”, ha fondato e dirige il quotidiano culturale on line “Pangea”.