Nella tua amicizia c’è trasparenza

Troppo vicino ti sento, caro Jean-Luc, per scriverti. La nostra vicinanza spesso non ha bisogno di parole, perché oltre che di conversazioni su tutto è fatta di abitudini insieme, di piaceri comuni, di paesaggi invernali ed estivi, di opere d’arte viste per la prima volta.

Una vicinanza che è stata presente da sempre, forse addirittura dalla prima volta che vi ho conosciuto, te ed Hélène. Tanti, tanti anni fa. Augustin aveva tre anni e parlava di cinghiali e porcospini. E da allora, soprattutto dopo una sera a Parigi, nell’estate del ’91, ho saputo che saremmo stati amici per sempre. Perché l’amicizia, quando è vera, è per sempre. Se finisce, vuol dire che si avvolgeva intorno a un punto opaco.

Nella tua amicizia c’è trasparenza. E lo considero un miracolo. È forse per questo che avevo pensato di cercare per il tuo compleanno qualcosa nel Paradiso di Dante, dove luce e trasparenza sono inseparabili. Poi Clemens, che ha quel dono di scovare subito la citazione giusta anche nel libro più corposo, ha trovato questi versi che ci paiono quasi un commento alla tua filosofia, dove sostanze e accidenti si mescolano alla grazia e al godimento, in un’ontologia che è fatta anche di carne e corpi.

Oh abbondante grazia ond’ io presunsi
ficcar lo viso per la luce etterna,
tanto che la veduta vi consunsi!
Nel suo profondo vidi che s’interna,
legato con amore in un volume,
ciò che per l’universo si squaderna:
sustanze e accidenti e lor costume
quasi conflati insieme, per tal modo
che ciò ch’i’ dico è un semplice lume.
La forma universal di questo nodo
credo ch’i’ vidi, perché più di largo,
dicendo questo, mi sento ch’i’ godo.

(Paradiso, XXXIII, vv. 82-93)

Di nuovo tanti auguri, da me e da Clemens.

In copertina: miniatura di Giovanni di Paolo per il Canto XXVII del Paradiso, ca. 1450 (Londra, British Library)

è nata a Napoli nel 1955. Vive tra Parigi e la Puglia. Si è formata in filosofia e ha tradotto opere di Schelling, Benjamin, Rosenzweig, Arendt, Foucault, Deleuze, Guattari, Nancy, Badiou. Tra i suoi libri: "Una quasi eternità" (nottetempo 2006), "Il canale di Otranto" (Quodlibet 2007), "Deliri" (2009), "Una casa" (nottetempo 2015) e "Pathologies" (Arléa 2020)

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