Aspirare la vita. Alejandra Pizarnik

Non si dà nessuna parola finale nella poesia. Non si dà nessuna parola ultima nella vita. Lo sappiamo, ormai. Ma la vita e la poesia si ostinano a voler dire l’ultima parola, a ricercarla, a dare un significato a quel che non ne ha.

Riempire i vuoti. Cercare una pienezza di senso. Sfinimento della parola. Stanchezza di vivere.

Pensare il vuoto del silenzio, nel vaso vuoto della parola.

Aspirare alla vita autentica. Aspirare la vita. Con lo sguardo perso nel vuoto.

Credere o non credere alla parola, alla sua messianica promessa di salvezza?

Insistere, persistere, stare lì dove si è, conficcati nel proprio vuoto. Non lasciare la presa, fare quel che si può, con coraggio.

« Non siamo stati vigliacchi / abbiamo fatto quel che abbiamo potuto ».

(Milano, 1969). Insegna Filosofia dell’arte e Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove nel 2009 ha creato e diretto il biennio specialistico in “Visual Cultures e pratiche curatoriali”. Tra i suoi ultimi libri: “L’insieme vuoto. Per una pragmatica dell’immagine” (Johan & Levi, 2013), “L’anarca” (Mimesis, 2014), “Oscillazioni. Frammenti di un’autobiografia” (SE, 2016) e, con Jean-Luc Nancy, “La fin des fins” (Kimé, 2018).