Il Circo del Sole

The Morning Stars

Have you seen my circus?
Have you known such a thing?
Did you get up in the early morning and see the wagons pull into town?
Did you see them occupy the field?
Were you there when it was set up?
Did you see the cookhouse set up in dark by lantern-light?
Did you see them build the fire and sit around it smoking and talking quietly?
As the first rays of dawn came, did you see
them roll in blankets and go to sleep?
A little sleep until time came to
unroll the canvas, raise the tent,
draw and carry water for the men and animals;
were you there when the animals came forth,
the great lumbering elephants to drag the poles
and unroll the canvas?
Were you there when the morning moved over the grasses?
Were you there when the sun looked through dark bars of clouds
at the men who slept by the cookhouse fire?
Did you see the cold morning wind nip at their blankets?
Did you see the morning star twinkle in the firmament?
Have you heard the voices of the men’s low muttering,
have you heard their laughter around the cookhouse fire?
When the morning stars threw down their spears, and watered heaven…
Have you looked at spheres of dew on spears of grass?
Have you watched the light of a star through a world of dew?
Have you seen the morning move over the grasses?
And to each leaf the morning is present.
Were you there when we stretched out the line,
when we rolled out the sky,
when we set up the firmament?
Were you there when the morning stars
sang together
and all the sons of God shouted for joy?

Le stelle del mattino

Avete visto il mio circo?
Avete mai saputo di una cosa così?
Vi siete levati di buonora per vedere i carrozzoni entrare in città?
Li avete visti occupare il piazzale?
E all’allestimento, c’eravate?
Avete visto allestire la cucina da campo al lume di una lanterna?
Li avete visti accendere il falò e sedersi attorno a fumare e parlare sottovoce?
Al sorgere del sole, li avete visti
avvolgersi nelle coperte e andare a dormire?
Un po’ di sonno prima di
svolgere la tela, innalzare il tendone,
andare a prendere acqua per gli uomini e gli animali;
c’eravate al comparire degli animali,
i grandi elefanti caracollanti a tirare i pali
e srotolare il tendone?
C’eravate quando il mattino è apparso sui prati?
C’eravate quando il sole ha guardato attraverso le sbarre scure delle nubi
gli uomini che dormivano al fuoco della cucina da campo?
Avete visto la brezza mattutina frugare tra le coperte?
Avete visto la stella del mattino brillare nel firmamento?
Avete udito gli uomini parlare piano,
li avete uditi sorridere attorno alla cucina da campo?
Quando le stelle del mattino gettavano le lance e l’azzurro bagnava il cielo…
Avete osservato le perle di rugiada sui fili d’erba?
Avete guardato la luce di una stella attraverso un mondo di rugiada?
Avete visto il mattino avanzare sui prati?
E a ogni foglia il mattino è presente.
C’eravate quando abbiamo tracciato il perimetro,
quando abbiamo srotolato il cielo,
quando abbiamo fissato il firmamento?
C’eravate quando le stelle del mattino
cantavano insieme
e tutti i figli di Dio gridavano di gioia?

*

Quietly the field waited;
she would be blessed with the wonder of creation.
Workers are arrived from another world; like visiting angels,
they speak their own language and put their questioners
off with jokes: rough trousers, blue denim shirts, flesh red
from the elements:
Their eyes look far back, and infinitely on. They penetrate
and do not appraise:
beholding all things before them with the innocence of light.
Strange visitors, when they meet
they fall to laughter,
their glances flash together like water in sunlight.

These are the ones who tug at the ropes and put up the tents;
roustabouts with chants and hammers, who drive the stakes that
hold in place the billowing firmament.

Bagonghi says, “I’ll take your suitcase until Mogador
wakes up.”

Stubby, bow-legged, he rocks from side to side, a tug in a
swell, as he crosses the field,
holding the bag an inch above the ground.
He opens the wide door of the trailer, stands on tip-toes,
swings the suitcase into the dark. “It’ll be all right till
Mogador wakes up.”
He comes back leaving the door ajar.

The ground of the field is rich and growing, but who
will eat the grass? Horses, camels, zebras.

Quieto attendeva il campo;
Lei benedetta dalle meraviglie del creato.
Operai sono giunti da un altro mondo; come angeli in visita,
parlano la loro lingua e spiazzano gli interroganti a suon
di barzellette; calzoni grezzi, camicie di tela blu, la pelle arrossata
dagli elementi:
Puntano gli occhi a un passato remoto, a un futuro senza fine. Penetrano
e non valutano:
osservando ciò che hanno di fronte con l’innocenza della luce.
Strani visitatori, quando s’incontrano
scoppiano a ridere,
e i loro sguardi lampeggiano insieme come acqua alla luce del sole.

Sono loro che tirano le funi e levano il tendone;
tuttofare armati di canti e di martelli, che piantano i paletti
che tengono in piedi il firmamento rigonfio.

Bagonghi dice: “Prendo la tua valigia finché Mogador
non si sveglia”.

Tozzo, le gambe arcuate, caracolla solcando
il piazzale come un tino tra le onde
la bisaccia sospesa a due dita da terra.
Spalanca la porta del carrozzone, in punta di piedi,
e lancia la valigia nel buio. “Qui starà bene finché
Mogador non si sveglia”.
Poi ritorna, lasciando la porta socchiusa.

Il terreno del piazzale è ricco e cresce, ma chi
brucherà l’erba? Cavalli, cammelli e zebre.

*

We have seen all the days of creation in one day: this is
the day of the waking dawn and all over the field the
people are moving, they are coming to praise the Lord:
and it is now the first day of creation. We were there on
that day and we heard Him say: Let there be light. And
we heard Him say: Let firmament be; and water, and
dry land, herbs, creeping things, cattle and men. We were
there in the beginning for we were there in the morning
and we saw the rising of the tent and we have known how
it was in the beginning. We have known the creation of
the firmament: and of the water, and of the dry land, and
of the creatures that moved in the deep, and of the creatures
that moved on the land, and of the creation of men:
the waking of acrobats. We have known these things from
the beginning of the morning, for we woke early. We rose
and came to the field.

Abbiamo visto tutti i giorni della creazione in un solo giorno: questo è
il giorno dell’aurora che nasce e su tutto il piazzale la
gente si muove, vengono a lodare il Signore:
ed è adesso il primo giorno della creazione. Noi c’eravamo
quel giorno e Lo abbiamo sentito dire: Sia la luce. E
Lo abbiamo sentito dire: Sia il firmamento, e le acque, e
l’asciutto, le erbe, le creature che strisciano, il bestiame e gli uomini. Noi c’eravamo
all’inizio perché c’eravamo al mattino
e vedemmo levarsi il tendone e abbiamo conosciuto
com’era l’inizio. Abbiamo conosciuto la creazione del
firmamento: e delle acque, e dell’asciutto chiamato terra, e
delle creature che brulicavano nelle acque, e delle creature
che brulicavano sulla terra, e della creazione degli uomini:
il risveglio degli acrobati. Abbiamo conosciuto queste cose dall’inizio
del giorno, perché ci svegliammo di buon’ora. Ci levammo
e venimmo al piazzale.

*

They lie in slumber late, the acrobats;
they sleep and do not know the sun is up.
Nor does the Lord wake them,
nor do the sun’s rays touch them.
And the Lord, who has chosen them,
the Lord, who created them,
leaves them in slumber until it is time.
Slowly, slowly, His hand upon the morning’s lyre
makes a music in their sleeping.
And they turn, and turning wonder
eyes awake to light of morning.
They rise, dismounting from their beds,
they rise and hear the light airs playing
songs of praise unto the Lord.
The circus is a song of praise,
a song of praise unto the Lord.
The acrobats, His chosen people,
rejoice forever in His love.

Sonnecchiano fino a tardi, gli acrobati;
dormono e non sanno che il sole è sorto.
Né il Signore li sveglia,
né i raggi del sole li sfiorano.
E il Signore, che li ha scelti,
il Signore, che li ha creati,
li lascia dormire finché non è ora.
Lenta, lenta, la Sua mano sulla lira del mattino
li accompagna nel sonno.
E loro si voltano, e voltandosi si meravigliano
gli occhi aperti alla luce del giorno.
Si alzano, smontando dai letti,
si alzano e odono brezze leggere intonare
lodi al Signore.
Il circo è un inno di lode,
un inno di lode al Signore.
Gli acrobati, Suo popolo eletto,
godono in eterno del Suo amore.

*

Acrobat’s Song

Who is it for whom we now perform,
cavorting on wire:
for whom does the boy
climbing the ladder
balance and whirl—
for whom,
seen or unseen
In a shield of light?

Seen or unseen
in a shield of light,
at the tent top
where rays stream in
watching the pin-wheel
turns of the players
dancing
in light:

Lady,
we are Thy acrobats;
jugglers;
tumblers;
walking on wire,
dancing on air,
swinging on the high trapeze:
we are Thy children,
flying in the air
of that smile:
rejoicing in light.

Canto dell’acrobata

Per chi è che ci esibiamo ora,
saltando sulla corda:
per chi il ragazzo
che sale la scala
si bilancia e rotea—
per chi,
visto o non visto
in uno scudo di luce?

Visto o non visto
in uno scudo di luce,
al sommo del tendone
dove i raggi piovono
spiando le giravolte
degli acrobati
che danzano
nella luce:

Signora,
noi siamo i Tuoi acrobati;
giocolieri;
saltimbanchi;
funamboli;
aero-danzanti,
dondoliamo sui trapezi:
siamo i Tuoi pargoli,
volanti nell’aria
di quel sorriso:
gaudenti di luce.

*

Ortans

Ortans stands on one end of a teeter-board:
Mogador and Belmonte,
from the height of two tables
jump
down
and
land
on the other end.
Ortans flips into the air,
does a two and a half turn
and lands neatly in a high chair.
Relaxed as a rag doll,
gracious as a queen,
looking as though she had been there all afternoon.
She lolls a moment in the chair,
gives the audience a glance
and a beautiful smile.

Then she daintily dismounts
into her brothers’ arms;
lifts her right hand,
curtseys on tiptoes and disappears.

Ortans

Ortans sta a un’estremità dell’altalena:
Mogador e Belmonte,
da un’altezza di due tavole
saltano
giù
e
atterrano
all’estremità opposta.
Ortans salta nell’aria,
fa due giravolte e mezzo,
e atterra perfettamente in un seggiolone.
Rilassata come una bambola di pezza,
graziosa come una regina,
sembra che sia stata lì tutto il pomeriggio.
Ciondola un attimo nella sedia,
dà uno sguardo alla platea
e fa un bel sorriso.

Poi scende con grazia
fra le braccia dei fratelli;
leva la mano destra,
fa una riverenza in punta di piedi e scompare
.

*

The Dust of the Earth

The dust of the day hangs in the air,
motes in the light,
dust of the trampling multitude,
dust of the elephants padding by,
dust no one stirred till the circus came,
it hangs like a veil!
Dust of the earth
riding the twilight,
silently moving
each sphere
each molecule
riding the air,
in wakening twilight
could
whirling
turn to earth
to planets,
support the verdure of creation
the moving animals and men,
could raise from its own green growing
white clouds and dark
alive with lightning,
could ripple with seas
flow with rivers
reflect the waters,
the mountains and sky.

But where does the first mote come from,
the first gliding sphere?

La polvere della terra

La polvere del giorno è sospesa nell’aria,
pulviscolo nella luce,
polvere della moltitudine che avanza
polvere dei passi calmi d’elefante
polvere che prima del circo nessuno smosse,
aleggia come un velo!
Polvere sulla terra
corre sul tramonto
muove silenziosa
ogni sfera
ogni molecola
corre nell’aria,
al levarsi del tramonto
potrebbe
roteando
trasformarsi in terra
in pianeti
sostenere il verdeggiare del creato
gli animali e gli uomini in movimento
potrebbe sollevarsi dal suo stesso verde plasmando
nuvole bianche nuvole nere
vive di lampi
potrebbe incresparsi coi mari
scorrere coi fiumi
riflettere le acque
le montagne e il cielo.

Ma da dove viene il primo granulo
la prima volteggiante sfera?

*

He stood outside the horse truck, waiting for Mogador to
come back and he began to whistle. Across the field the men
had taken down the sides of the tent and were moving about in
dim light under the top, picking up trunks, ropes and equipment
and packing it away. He began to whistle a tune from the
depths of his soul; he had never heard it before but he
recognized it as a form of the song his soul had always been
singing, a song he had been singing since the beginning of
the world, a song of return. It was as though he stood in a
dark corner of the universe and whistled softly, between his
teeth, and the far stars were attentive, as though he whistled
and waves far off could hear him, as though he had discovered
a strain at least of the night song of the world.

Se ne stava fuori dal van dei cavalli, aspettava che Mogador
tornasse, e cominciò a fischiare. Attraverso il campo gli uomini
avevano tirato giù il tendone e lo stavano spostando
nella tenue luce sotto i pali, raccogliendo travi, funi e attrezzi
e imballando tutto quanto. Cominciò a fischiare un motivetto dalle
profondità dell’anima; non lo aveva mai sentito prima ma lo
riconosceva come una forma del canto che la sua anima era sempre
andata cantando, un canto che andava cantando dal principio
del mondo, un canto di ritorno. Stava come in un
angolo buio dell’universo e fischiava dolcemente tra le labbra,
e le stelle lontane prestavano attenzione, era come se fischiasse
e le onde lontane potessero ascoltarlo, come se avesse scoperto
una melodia del canto notturno del mondo.

Leggi anche: Incipit per Robert Lax di Giuseppe Caccavale

In copertina: Frederick W. Glasier, The Catch, Brockton Fair, Massachusetts, 1907

nacque da famiglia ebrea di origine austriaca nel 1915 a Olean, nello stato di New York, dove è morto nel 2000. Sodale di Ad Reinhardt alla high school, studiò alla Columbia University dove conobbe Thomas Merton, futuro monaco trappista e teologo col quale diede vita alla rivista di studi religiosi “Jubilee” (il carteggio fra i due è stato pubblicato, nel 2001, col titolo “When Prophecy Still Had a Voice”). Lavorò al “New Yorker” e poi a “Time”, come editor di poesia, collaborando anche con alcuni studios di Hollywood. Si convertì al cattolicesimo nel 1943, e nel ’49 lasciò la città per unirsi al circo gestito dalla famiglia italiana Cristiani, esibendosi come clown e giocoliere; dopo una serie di ulteriori viaggi, fra i quali nel 1951 in Italia per l’Anno Santo, nel 1964 si stabilì definitivamente a Patmos. Poco prima della morte, in vista della quale scelse di tornare a Olean, venne realizzato su di lui il documentario “Why Should I Buy a Bed When All I Want Is Sleep?”, di Nicolas Hubert e Werner Penzel, che si può vedere su YouTube.