Una decostruzione?

Strasburgo (Francia) dicembre 2019. Dietro a un autobus dell’azienda municipale dei trasporti, si può leggere questa pubblicità.

Un trio di offerte: due smaltimenti di sostanze tossiche  e un’operazione conosciuta in filosofia come l’aggiornamento della fragilità intrinseca delle ontologie classiche. L’essere è comparabile all’amianto e al piombo. E’ una sostanza tossica.

Come si sopprime l’essere? Sottraendogli la sostanzialità. In questo modo non è più possibile parlare de “l’essere”. Il verbo essere deve, ovunque, sostituire il nome. L’autobus va verso la sua destinazione – Jardin des Deux Rives – da dove tornerà indietro per compiere il percorso inverso. Non ha un essere, è in cammino, va.

Si sale, si scende, si è trasportati. E’ la linea 2, una linea abbastanza periferica dell’agglomerato urbano; una linea che congiunge la periferia sud alle rive del Reno, passando da nord. Il Reno, invece, scorre da sud verso nord. Anche il Reno non è, scorre sempre diverso da sé, trasportando chiatte di prodotti e battelli da crociera.

Immagine di copertina: Jean-Luc et Jacques, ©Dide; la fotografia nel testo è di Jean-Luc Nancy


Per approfondire, leggi su doppiozero l’intervista a Jean-Luc Nancy dal titolo Che cos’è la decostruzione?

(Bordeaux, 1940) filosofo. Ha insegnato all'Università Marc Bloch di Strasburgo e all'Università di San Diego. E' una delle voci filosofiche più originali di questi anni.